Non traduciamo solo parole, ma concetti, idee e sensazioni

InternazionalizzazioneLe traduzioni specialistiche richiedono una preparazione adeguata, sotto diversi punti di vista.

È abbastanza diffusa l’idea che per tradurre basti “conoscere le lingue”, così da riuscire a trasferire i contenuti di un testo scritto dall’uno all’altro idioma. Niente di più sbagliato!

Tradurre non consiste in una semplice trasposizione di frasi da una lingua all’altra.

Se si traduce un testo “parola per parola” il risultato può essere infatti di pessima qualità,  suonare grottesco nella lingua d’arrivo e non trasmettere il messaggio che l’autore originale aveva inteso veicolare.

Richiedi un senza impegno compilando il form.

Sei un traduttore? Inviaci il tuo CV.

Dunque, quali competenze è necessario avere per essere dei traduttori professionisti?

traduzioni specialisticheDagli studi specialistici in traduzione che tutte noi di Action line abbiamo svolto durante il corso di laurea in traduzione e interpretazione dell’Università di Bologna, sede di Forlì (SSLiMIT), c’è una cosa che abbiamo imparato: non traduciamo solo parole e strutture grammaticali/lessicali (opera già di per sé difficile), ma abbiamo anche il compito di riprodurre le idee, i concetti e le intenzioni che quelle strutture esprimono.

Tutto ciò richiede competenze specifiche.

traduzioni specialisticheLe traduzioni specialistiche per il turismo

Facciamo l’esempio della traduzione turistica, una tipologia assai frequente per la nostra agenzia di traduzione.

La traduzione in campo turistico è caratterizzata da molteplici sfaccettature: la storia, la geografia, l’arte, l’architettura, l’enogastronomia. La traduzione di questi elementi non è per nulla scontata, tanto più quando le lingue coinvolte non presentano solo una distanza formale ma anche culturale.

Se un traduttore si limitasse a tradurre senza pensare al “target” a cui è rivolto il testo turistico e senza specificare gli elementi che fanno riferimento alla cultura di appartenenza che si desidera promuovere, non si raggiungerebbe lo scopo della stessa traduzione turistica, ovvero dare a conoscere una località, invogliare i turisti a frequentarla, fornire linee guida per orientarsi in un posto che non è familiare e di cui non si conosce la lingua.

La migliore strategia in questo caso è quella “target-oriented”, cioè orientata alla lingua d’arrivo e al suo pubblico.

Quando ci occupiamo di tradurre opuscoli, guide turistiche o siti Internet di promozione di località e hotel, o iniziative ed eventi promossi da vari enti turistici sia locali che di altre province e regioni d’Italia, utilizziamo rigorosamente traduttori madrelingua affiancati da un revisore/project manager italiano.

Insieme si individuano le problematiche “culture-specific”, si valutano le varie possibilità e si cerca di affrontarle con un approccio coerente all’interno del testo, coordinandosi, laddove necessario, con il committente per eventuali chiarimenti, specifiche e proposte. Tutto ciò tenendo sempre ben a mente che il nostro ruolo è quello di far sì che il testo tradotto risulti chiaro ed efficace per l’utente finale e raggiunga lo scopo per cui viene pubblicato.

In Action line abbiamo un team collaudato di traduttori madrelingua e non, e l’esperienza accumulata ci dà fiducia, mentre il continuo apprezzamento dei nostri clienti ci stimola a fare sempre meglio.

Per le vostre traduzioni specialistiche, contattateci al numero 0543 23916 o via e-mail all’indirizzo info@actionlineitaly.com.

Ci prenderemo cura delle vostre idee!

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5 thoughts on “Traduzioni specialistiche: il caso delle traduzioni in campo turistico

  • 20 ottobre 2016 alle 19:38
    Permalink

    Gentile Tim,
    sono un’insegnante italiana ed abito da molti anni in Germania dove ho sempre tenuto corsi di apprendimento di italiano L2 per adulti.
    Mi sono imbattuta per caso nel vostro sito che mi è parso utile perchè offre una piattaforma di discussione nel campo delle traduzioni, in particolare qui si parla di quelle turistche.
    Io sono un’insegnante italiana ed abito da molti anni in Germania dove ho sempre tenuto corsi di apprendimento di italiano L2 per adulti.
    Ora, venendo al mio caso, un amico mi ha chiesto di fare la traduzione di una guida scritta da un tedesco che dovrà essere pubblicata in italiano.
    Non avendo molta dimestichezza del linguaggio turistico (qui le differenze espressive tra tedesco ed italiano mi paiono enormi), vi chiederei un consiglio e/o l’indicazione di un vocabolario od un testo-guida che mi sia d’aiuto per fare un buon lavoro, pur non essendo una autentica”professionista”.

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    • 21 ottobre 2016 alle 10:33
      Permalink

      Buongiorno Laura, in effetti il campo delle traduzioni turistiche può nascondere svariate insidie ed è sicuramente una buona scelta la sua quella di documentarsi e trovare testi di riferimento per fare un buon lavoro. Giro il suo commento alle ns. germaniste così che possano darle indicazioni/consigli utili.

      Rispondi
    • 21 ottobre 2016 alle 18:26
      Permalink

      Le segnalo questi testi specifici sulla traduzione turistica. Sono in inglese.
      -Urry, J. (1990). The Tourist Gaze: Leisure and Travel in Contemporary Societies. London: Sage.
      – Arcara, S. (1994). “Mass Tourism, Bad Translation.” In H. Gonçalves Barbosa (1994). 11-15.
      – Cohen, E. e R. Cooper. (1986). “Language and tourism”. Annals of Tourism Research, 13: 533-563.
      – Dann, G. M. S. (1996). The Language of Tourism. Wallingford-Oxon: CAB INTERNATIONAL.
      – Huisman, S. e K. Moore. (1999). “Natural language and that of tourism”. Annals of Tourism Research, 26(2): 445-48
      Le mando inoltre per e-mail un interessante articolo in italiano sulla traduzione turistiche dell’Università di Brescia.

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  • 23 settembre 2014 alle 18:59
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    Sì, avete proprio ragione. Traducendo testi turistici, per esempio, spesso il nostro amor patrio ci fa citare artisti, letterati e personalità che, nel migliore dei casi, sono conosciuti a livello nazionale, ma a volte hanno una valenza solo a livello locale. Quindi bisogna valutare se aggiungere delle apposizioni esplicative, anche se assenti nel testo originale, tipo “Pascoli, poeta romagnolo”, oppure “Francesco Caracciolo, ammiraglio napoletano” o “Francesco Caracciolo, ammiraglio del XVIII secolo” (anche soppesando se può risultare più importante l’origine geografico o il periodo storico in cui questi ha operato, a seconda della natura del testo), affinché il lettore straniero possa almeno figurarsi in quale campo o tempo tali figure fossero famose o rilevanti.
    Questo è uno dei problemi più banali; ma sicuramente si deve ricorrere a molte strategie descrittive traducendo menu e guide gastronomiche, tenendo persino presente che una specialità di pasta fatta a mano, magari nel giro di pochi chilometri, possa essere persino diversa. Per cui un “cappelletto forlivese” non sempre corrisponde ad un “cappelletto faentino” e tanto meno ad uno “ferrarese”!! A proposito di Ferrara, come tradurre il nome famoso pane di Ferrara, la cosiddetta “coppia”? Insomma, c’è di che divertirsi! Quindi il lavoro in team madrelingua-revisore/project manager locale è sempre auspicabile ed è inoltre fonte di arricchimento reciproco! Buon lavoro a tutte 🙂

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    • 24 settembre 2014 alle 11:22
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      Gentilissima Paola,
      grazie della mail e degli esempi utili e interessanti che ha condiviso con noi. Per noi è sempre un piacere dialogare con traduttori professionisti come lei (immagino, tra l’altro, che lei sia specializzata in campo turistica viste le sue osservazioni più che pertinenti) perché lo scambio non può che arricchirci. Buon lavoro anche a lei e buona giornata,
      Marzia

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