Avete mai pensato a quanto le differenze linguistiche e culturali tra italiano e inglese possono rendere difficili le traduzioni, specialmente nel settore turistico e dell’accoglienza?
Le traduzioni in inglese per il turismo sono facili solo all’apparenza. Ad un occhio attento e consapevole, infatti, rivelano numerose insidie e complessità da non sottovalutare.
In questo articolo parleremo di:
Inutile nascondere la verità: spesso le traduzioni in inglese che appaiono sul web sembrano scritte in un italiano travestito da inglese. Magari sono corrette dal punto di vista grammaticale, ma all’orecchio del lettore madrelingua suonano forzate, artificiali, se non, a volte, addirittura ridicole.
È una questione di efficacia comunicativa: il testo deve essere pensato per chi legge in inglese.
Ciò significa che è necessario un “cambio di prospettiva”, così da rendere le traduzioni in inglese realmente accessibili e interessanti per un pubblico internazionale.
Leggi qui un approfondimento sul tema della localizzazione: In cosa la localizzazione si differenzia dalla traduzione?
Nel turismo, l’italiano è una lingua naturalmente evocativa. È ricca di immagini, metafore, riferimenti culturali. Proprio questa sua caratteristica, però, diventa spesso un punto critico nelle traduzioni in inglese.
Molti contenuti turistici tradotti in inglese, sia sul web sia nel materiale divulgativo in formato cartaceo (leaflet, brochure, ecc.) risultano poco efficaci non tanto perché “scritti male”, quanto perché trasportano in modo troppo fedele un modo di comunicare che funziona in italiano, ma non in inglese.
Per esempio, espressioni comuni della comunicazione turistica italiana come “immerso nel verde”, “borgo incantato” o “atmosfera senza tempo” funzionano bene per un pubblico italiano, ma risultano poco naturali se tradotte alla lettera in inglese (immersed in the green, enchanted village, timeless atmosphere).
Pur essendo grammaticalmente corrette, queste formule suonano vaghe o eccessive all’orecchio di un lettore anglofono, che tende a preferire descrizioni più concrete e informative (ad es. located in a rural area, surrounded by countryside, ecc.).
In italiano turistico siamo abituati a un linguaggio molto descrittivo e celebrativo: angolo di paradiso, luogo suggestivo, perla nascosta, scenario mozzafiato, cornice ideale per...
Per un lettore italiano queste formule sono familiari, rassicuranti, quasi attese. In inglese, però, lo stesso livello di enfasi rischia di risultare artificiale, esagerato, poco credibile o addirittura imbarazzante.
Espressioni come corner of paradise, hidden pearl o ideal setting non sono scorrette dal punto di vista linguistico, ma appaiono troppo enfatiche, poco autentiche o persino ingenue agli occhi di un lettore anglofono.
L’inglese turistico efficace preferisce:
Non “suggestivo”, ma ad esempio overlooking the sea; non “ricco di storia”, ma dating back to the 14th century.
Un altro “cambio di prospettiva” nelle traduzioni in inglese per il turismo riguarda il tono.
Il linguaggio turistico italiano tende a essere molto formale e cerimonioso:
La struttura è lieta di accogliere i gentili ospiti…
Il personale resta a completa disposizione…
Tradotte letteralmente in inglese queste formule diventano spesso rigide, troppo formali e, fondamentalmente, innaturali:
❌ The establishment is pleased to welcome its kind guests…
❌The staff remains at your complete disposal…
L’inglese turistico privilegia un tono cordiale ma semplice, senza formalismi, orientato all’utente (rivolgendosi direttamente al visitatore/ospite con “you”) .
We are happy to welcome you funziona meglio di una frase con costrutto impersonale.
Meglio eliminare del tutto l’autoreferenzialità e andare dritti al punto:
You can check in from 3 p.m.
Our staff can help you book local tours
Un ultimo aspetto cruciale delle traduzioni in inglese nel settore turistico riguarda le conoscenze implicite.
Molti testi turistici italiani danno per scontato che i lettori conoscano già i luoghi principali, le tradizioni ed eventi locali e le altre informazioni di base. Tuttavia un visitatore straniero spesso non possiede queste conoscenze! Persino parole che per noi italiani sono di uso comune hanno bisogno di essere contestualizzate in inglese.
Termini come sagra, palio, borgo, frazione, pro loco non vanno dati per scontati!
Una buona traduzione turistica in inglese non si limita a tradurre le parole e i concetti che noi italiani “conosciamo già”. Al contrario, anticipa le domande del visitatore, aggiungendo, compatibilmente con lo spazio disponibile sulla pagina, sul volantino, ecc., una breve spiegazione, un appellativo o un dettaglio che renda comprensibile ciò che culturalmente non è condiviso.
È qui che emerge il vero valore di un traduttore professionista, cioè colui che ha le giuste competenze linguistiche ma anche e soprattutto un metodo di lavoro consapevole e rigoroso.
Per informazioni o un preventivo, compila il oppure chiamaci al n° 054323916.