La lingua dei segni italiana è una lingua a tutti gli effetti e servono interpreti professionisti per “tradurre” in segni (in gergo si chiama appunto “segnare”) e rendere un evento inclusivo per i sordi.
Abbiamo un team di interpreti professionisti per la Lingua dei Segni Italiana (LIS) dislocati su tutto il territorio nazionale e riconosciuti dalle associazioni di categoria.
Il nostro impegno è favorire l’inclusione e abbattere le barriere linguistiche per tutte le persone sorde.
Gli interpreti professionisti e certificati sono in grado di tradurre dall’italiano orale alla lingua dei segni e viceversa in occasione di corsi, seminari, assemblee, riunioni e qualsiasi altro tipo di evento in cui siano presenti fruitori sordi.
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Entriamo nel dettaglio per approfondire i seguenti argomenti:
La durata e il tipo di servizio incide sul numero di interpreti lis necessari.
Solitamente per i corsi di formazione di durata inferiore alla mezza giornata, una interprete può lavorare in autonomia, se non è prevista la registrazione o la diffusione in streaming.
Per i convegni invece è solitamente prevista la presenza di due interpreti lis se la durata dell’evento supera l’ora e trenta. Le interpreti lis si alternano ogni 20 minuti circa perché la loro performance mantenga un’ottima resa.
La professionista lavora traducendo nella lingua dei segni in simultanea e questo richiede un enorme sforzo di concentrazione per cui vanno valutate bene le caratteristiche del servizio per proporre la soluzione più adatta.
Inoltre, si chiede la collaborazione delle persone coinvolte nell’avere l’accortezza di tenere una velocità di esposizione che consenta all’interprete di lavorare al meglio.
In una situazione di lavoro ideale, l’interprete lingua dei segni riceve del materiale nei giorni precedenti così che abbia modo di prepararsi. Questo è auspicabile per facilitare il lavoro dell’interprete e, di conseguenza, rendere un servizio migliore per gli utenti.
Purtroppo non sempre capita di riceverlo e quindi la buona resa del servizio sarà affidata all’esperienza e alla preparazione dell’interprete.
L’interprete della lingua dei segni dovrà avere qualche accortezza in più rispetto all’interprete di simultanea di lingua straniera che lavora in cabina.
Nel caso dell’interprete di LIS aspetti quali abbigliamento, trucco o accessori non possono essere lasciati al caso perché l’interprete viene inquadrata e non ci devono essere elementi di distrazione (come gioielli vistosi, smalto colorato o abbigliamento non adeguato).
Sicuramente la velocità di esposizione degli oratori è un elemento fondamentale perché richiede la stessa velocità all’interprete che lavora con una latenza dai 5 ai 10 secondi.
Un altro elemento impegnativo è rappresentato dall’uso dei tecnicismi, neologismi o dall’utilizzo eccessivo di anglicismi. Si rivelano particolarmente impegnativi per l’interprete, soprattutto quando si parla di argomenti specifici che richiederebbero una ricerca preliminare approfondita.
Leggi l’articolo di approfondimento sugli Interpreti per la lingua italiana dei segni (LIS)
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Scopri di più sulla figura dell’interprete LIS: chi è, cosa fa esattamente, come lavora, quante lingue conosce ecc.
Qui il link alla pagina dell’Ente Nazionale Sordi.
È errato parlare di linguaggio dei segni, linguaggio lis o ancora linguaggio dei segni italiano. La Lis è una vera e propria lingua. Leggi il nostro articolo dedicato per un approfondimento: https://www.actionlineitaly.com/lis-lingua-italiana-dei-segni/
No, non esiste una lingua dei segni internazionale, così come non esiste una lingua parlata universale. Ogni paese ha sviluppato la propria lingua dei segni. Qui puoi leggere un articolo che abbiamo scritto dedicato alla British Sign Language: https://www.actionlineitaly.com/traduttore-inglese-british-sign-language/
No, è un termine improprio così come lo è parlare di linguaggio sordomuti. Si parla di sordi o persone sorde e la lingua (non linguaggio) è quella dei segni (Lis).
In diverse occasioni, l’interprete lis deve ricorrere alla dattilologia ovvero deve segnare lettera per lettera un nome o una parola. In quel caso dovrà utilizzare un alfabeto lingua dei segni che gli permetterà di abbinare un segno (un movimento delle mani) ad una lettera. Esempio per il nome Mara sarà:
